Il Progetto Architettonico

La Casa di Cura La Madonnina, progettata nel 1955 da Ermenegildo e Eugenio Soncini, insieme a Gio Ponti, situata nel pieno centro storico e commerciale di Milano, è composta da due corpi connessi da una serie di ponti sovrapposti. Definita per i suoi aspetti tecnico – funzionali ‘una lezione di aggiornamento’, quando fu inaugurata, nel 1957, rappresentava l’assoluta modernità dal punto di vista architettonico: il periodico “l’Architettura” dedicò ampio spazio alla clinica più all’avanguardia d’Italia.

All’ingresso principale su via Quadronno si accede grazie a un’ampia pensilina in tek e acciaio che conduce ad una bussola in cristallo: qui si affaccia il primo dei due edifici, quello più basso, di quattro piani, in parte realizzato come curtain-wall di alluminio e vetro, in parte rivestito in clinker verde petrolio con riquadri di vetrocemento.

La hall è disegnata tra grandi aperture in ottone che affacciano sul verde giardino, con pareti rivestite di boiserie e marmo, e anticipa il passaggio sospeso che immette nella zona ristorante-bar.

Al piano terreno del secondo corpo, di otto piani, destinato alla degenza e prospettante sul giardino, si trovano gli ascensori e il notevole corpo scala dal plastico corrimano in legno curvato, la pedata inclinata e le pareti rivestite in tesserine gialle.

La scala è in cristallo, alluminio anodizzato, con il corrimano in noce. Serramenti e saliscendi in alluminio anodizzato iodio sono realizzati, per la prima volta in una clinica, con parti mobili totalmente in cristallo, senza telaio.

Al piano rialzato si accede alla cappella a pianta poligonale ricavata a ponte sulla corte di servizio da cui accedono le ambulanze con rampa laterale ritagliata sul fronte.

Memori dell’importanza del rapporto con la natura e con la luce, i fratelli Soncini creano molteplici punti luce interni per gli spazi all’amministrazione, delle sale operatorie e dei laboratori.

Le stanze, tutte adibite a ricovero singolo, con bagno privato e la possibilità di ospitare un accompagnatore, sono di forma esagonale per tutelare la privacy dei pazienti. Ciascuna è dotata di veranda aperta sul giardino, vetrate d’angolo a tutta altezza, servizi indipendenti. Le angolazioni dei disimpegni furono studiate per evitare la propagazione dei rumori. Le vetrate fino a terra permettono di vedere il giardino anche dal letto.

Nell'autunno del 2008, in occasione del cinquantesimo anniversario di attività, si è provveduto all’integrale rinnovo di tre piani di degenza e a un parziale rifacimento delle facciate.                     
Le innovazioni architettoniche e i rinnovamenti del palazzo che ospita la clinica, combinano le caratteristiche estetiche originarie del progetto dei Soncini e Gio Ponti con la tecnologia più sofisticata. Il nuovo Stile Madonnina introduce avanguardie rivestite di suggestioni sobrie della tradizione estetica degli anni ’50. Le scelte cromatiche si ispirano alla Storia della struttura: il verde e il giallo, abbinati a delicate sfumature di rosa salmone e arancione, offrono tranquillità e conforto.

Il professionismo rigorosissimo degli aspetti tecnici dell’opera raggiunge tale razionale coerenza, da rappresentare la riprova del valore insostituibile di un programma edilizio e funzionale veramente approfondito.

Definita per i suoi aspetti tecnico-funzionali ‘una lezione di aggiornamento’, La Casa di Cura La Madonnina offre un ambiente elegante ed accogliente, una tecnologia non invadente dalle forme rassicuranti e calde: un rispettoso omaggio al passato dal fascino contemporaneo, proiettato nel futuro.

 

La Struttura