
Chirurgia estetica della mammella: guida chiara e completa
PUBBLICATO IL 30 GENNAIO 2026
La chirurgia estetica della mammella comprende una serie di interventi mirati a migliorare forma, volume e proporzioni del seno, rispondendo sia a esigenze estetiche sia funzionali. Sebbene la mastoplastica additiva sia l’intervento più conosciuto, esistono numerose tecniche chirurgiche che permettono di aumentare, ridurre, sollevare o rimodellare il seno in modo personalizzato e che spesso si conoscono poco.
Il Prof. Maurizio Bruno Nava, specialista in Oncologia, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, dedito da anni alla sola chirurgia della mammella presso la Casa di Cura La Madonnina, approfondisce quando si può prendere in considerazione un intervento estetico al seno e quali tecniche sono oggi disponibili.
Quando valutare un intervento estetico al seno
“I momenti nella vita di una donna in cui si può pensare di ricorrere alla chirurgia estetica della mammella sono diversi e spesso legati a cambiamenti naturali del corpo, con esigenze che possono essere solo estetiche o anche funzionali” spiega il professore.
Importante è rivolgersi al chirurgo plastico perché si senta il bisogno di migliorare l’autostima, stare meglio con il proprio corpo, e per nessun altro motivo.
Tra le situazioni più comuni, si possono ricordare:
- gravidanza o allattamento, quando il seno perde volume e tonicità;
- dimagrimenti importanti, che possono svuotare la mammella e rendono la pelle meno elastica;
- seno cadente (ptosi mammaria) legata all’età o a fattori congeniti;
- asimmetrie e anomalie, cioè differenze evidenti di volume, forma o posizione tra i 2 seni;
- seno tuberoso, malformazione congenita caratterizzata da una forma allungata e a “cono” del seno;
- desiderio di aumentare o ridurre il volume del seno;
- miglioramento delle proporzioni generali della silhouette corporea;
- seno abbondante che provoca dolore alla schiena, spalle o difficoltà nei movimenti;
- correzione di interventi precedenti, protesi datate, complicanze o risultati insoddisfacenti.
Le principali tecniche di chirurgia estetica della mammella
Mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è l’intervento più conosciuto per aumentare il volume del seno e migliorarne la forma, attraverso l’inserimento di protesi mammarie selezionate in base ai desideri della paziente e alle caratteristiche anatomiche del torace e delle mammelle. La procedura può avvenire con tecniche differenti, scelte in condivisione con la singola paziente e studiate per garantire armonia e stabilità nel tempo.
In base a dove viene posizionata la protesi, le principali tecniche sono:
Dual Plane
La protesi è collocata in parte sotto il muscolo pettorale e in parte sotto la ghiandola mammaria: nella parte alta sotto il muscolo pettorale, nella parte bassa sotto la fascia superficiale, quindi sotto la ghiandola mammaria. Effetto collaterale frequente, più o meno evidente, è “l’animazione”, cioè il movimento di seno e protesi quando si contrae il muscolo pettorale.
È indicata per le donne in cui è a rischio la visibilità dei contorni della protesi a causa di un limitato spessore della ghiandola e dei tessuti molli. Oggi utilizzata in rari casi.
Sopra il muscolo pettorale
La protesi viene posizionata del tutto sotto la fascia superficiale, sopra il muscolo pettorale. È indicata per le donne che hanno uno spessore della ghiandola e dei tessuti molli tale da nascondere i contorni della protesi. Può essere associata a lipofilling per evitare la visibilità della protesi nella parte superiore del seno, del décolleté e migliorare il risultato estetico complessivo.
Tipi di incisione per la mastoplastica additiva
L’incisione deve ridurre il più possibile il rischio di contaminazione della protesi e permettere al chirurgo di vedere e controllare bene l’anatomia. Per questo si evita di tagliare la ghiandola mammaria, che è collegata all’esterno tramite i dotti (canalicoli che trasportano il latte dalla ghiandola al capezzolo). I principali tipi di incisione sono:
- solco mammario (la piega naturale sotto il seno, è considerata la scelta migliore);
- peri-areolare (intorno al bordo dell’areola);
- ascellare (nella piega dell’ascella).
Come si sceglie la protesi mammaria
La scelta della protesi mammaria si basa sui desideri della paziente e sulle caratteristiche anatomiche del suo torace e mammelle.
Le protesi anatomiche (dette a goccia) conferiscono un aspetto più naturale con variabili diverse di:
- diametro;
- altezza;
- proiezione del seno.
Il diametro della protesi deve rispettare le proporzioni del corpo, così da non creare problemi estetici o funzionali. Si calcola principalmente in base a:
- larghezza del torace (da un lato all’altro del seno) meno la distanza tra i seni (sulla linea mediale)
All’interno di questi limiti, la paziente può esprimere i suoi desideri sul volume e sulla forma: altezza, proiezione e aspetto finale.
Mastopessi (lifting del seno)
La mastopessi è l’intervento che ridà forma e tonicità a un seno cadente, eliminando la pelle in eccesso e rimodellando i tessuti interni per conservare un aspetto naturale e armonioso, con cicatrici discrete e proporzionate.
Non aumenta il volume, ma può essere combinata con una protesi, se si desidera più pienezza.
Per capire quando è opportuna, in generale si prende come parametro di riferimento la distanza giugulo-capezzolo (cioè la misura tra la giugulare, cioè la depressione alla base del collo, e il centro del capezzolo): se è superiore a 22 cm, spesso l’intervento è consigliato (ma ogni caso va valutato in base all’altezza e alle proporzioni della donna).
“Per capire se è necessaria – spiega il professore – inoltre ricorro a un altro semplice test: chiedo alla paziente di alzare le braccia; se i solchi sotto il seno non risultano visibili, la mastopessi è inevitabile”.
In base al tipo di incisione che viene effettuata, le principali tecniche con cui viene seguita sono:
- verticale: indicato per piccole ptosi, prevede un taglio intorno all’areola e una linea verticale che scende fino al solco sotto il seno. In questo modo si tira verso l’alto il tessuto del seno e il capezzolo, riducendo la caduta in modo mirato;
- a T invertita: per seni medio/grandi e cadenti. Prevede il taglio intorno all’areola, una linea verticale a scendere e una orizzontale al solco mammario. Si va, così, a rimodellare e risollevare il seno, rimuovendo più pelle in eccesso e ridistribuendo meglio il tessuto. Permette un rimodellamento ottimale;
- round block: l’incisione è effettuata solamente intorno all’areola, così da spostare solo il capezzolo verso l’alto, senza togliere molta pelle. Rischio: il seno può risultare più piatto perché il cono mammario (la parte centrale che dà proiezione e pienezza al seno) non viene rimodellato.
Mastopessi additiva
Questa tecnica combina sollevamento e aumento del volume del seno. Nei casi di seni piccoli, alla mastopessi si aggiungono protesi mammarie, mentre nei seni di volume medio o grande si può rimodellare la stessa ghiandola mammaria per aumentare il seno (mastopessi autoprotesi), senza ricorrere a protesi mammarie.
“Per decidere se ricorrere alla protesi, pongo una semplice domanda - continua il professore -: ‘Con il reggiseno sei soddisfatta del volume del seno?’”.
- risposta sì: è sufficiente la mastopessi con autoprotesi (rimodellamento dei propri tessuti);
- risposta no: è consigliata la mastopessi additiva con protesi.
Mastoplastica riduttiva
La mastoplastica riduttiva diminuisce il volume di seni troppo grandi e pesanti, alleviando dolore alla schiena e problemi posturali. Il chirurgo rimuove parte del tessuto mammario e della pelle in eccesso, rimodellando il seno in una forma più proporzionata e leggera. È un intervento estetico e funzionale.
Le tecniche di incisione sono le stesse utilizzate nella mastopessi, ma, invece che rimuovere solo la cute, in questo caso si elimina una parte significativa di ghiandola e pelle:
- round block: oltre a sollevare il capezzolo, permette di eliminare un po’ di tessuto per ridurre leggermente il volume del seno;
- verticale: consente di rimuovere una quantità moderata di tessuto e pelle, riducendo il seno e sollevandolo contemporaneamente;
- T invertita: è la tecnica più utilizzata per seni medio/grandi e/o cadenti, che consente di rimuovere grande quantità di tessuto e pelle, rimodellando il seno in dimensione e forma.
Lipofilling del seno
Il lipofilling mammario consiste nel prelevare grasso autogeno (cioè, della paziente stessa) da addome, fianchi, cosce per migliorare la forma e pienezza del seno. Può essere eseguito da solo o in combinazione con autoprotesi, mastopessi e mastoplastica additiva con protesi.
Correzione del seno tuberoso
Il seno tuberoso è una malformazione congenita che, con varie forme di gravità, determina un seno stretto e allungato "a tubo", con un'areola grande e sporgente e mancanza di volume, che crea una deformazione della mammella con gradi di complessità diversi.
La correzione prevede tecniche di chirurgia ricostruttiva, mastopessi e rimodellamento ghiandolare, con o senza protesi, in base alla gravità.
Revisione chirurgica delle protesi: capsulotomia e capsulectomia
Quando si inserisce una protesi, il corpo forma naturalmente una capsula di tessuto attorno ad essa. Se questa capsula diventa troppo stretta o dura (contrattura capsulare), il seno può divenire duro, doloroso o deformato.
L’intervento chirurgico correttivo può prevedere:
- capsulotomia (incisione della capsula per allentare la pressione sulla protesi);
- capsulectomia (rimodellamento della capsula per correggere deformazioni e stabilizzare la protesi), spesso associate alla rimozione completa della capsula.
La protesi viene sostituita sempre.
Anestesia e sicurezza
Solo alcuni interventi minori alla mammella possono essere eseguiti in anestesia locale con sedazione, come piccoli rimodellamenti, lipofilling o revisioni delle cicatrici.
Per tutte le altre procedure è raccomandata l’anestesia generale.
Post-operatorio e tempi di recupero
Le tempistiche di recupero a seguito di un intervento estetico al seno variano in base all’intervento, ma generalmente è consigliato:
- riposo nelle prime 48 ore;
- reggiseno contenitivo per almeno 6–8 settimane;
- ritorno al lavoro dopo 2-3 giorni;
- sport completo dopo almeno 4–6 settimane (sempre su parere del medico).
Il dolore è generalmente lieve e controllabile con farmaci da banco. I controlli post-operatori sono fondamentali per monitorare la guarigione e garantire un risultato sicuro e stabile.
Possibili effetti collaterali e complicanze
La chirurgia estetica della mammella è un atto invasivo sull’organismo e come per qualsiasi atto chirurgico esistono complicanze generiche e specifiche.
Le complicanze generiche, come per tutti gli atti chirurgici, sono rare, ma possibili; quelle specifiche sono invece legate alle tecniche utilizzate e, nei casi di mastoplastica additiva o mastopessi additiva, all’impiego di protesi mammarie.
Le visite specialistiche pre-intervento
La visita specialistica pre-intervento rappresenta un momento centrale e imprescindibile del percorso chirurgico. Ha una durata di circa 45–60 minuti e consente al chirurgo di ascoltare i desideri della paziente, valutare le caratteristiche anatomiche e condividere in modo chiaro le possibili opzioni chirurgiche.
Durante la visita vengono utilizzati disegni allo specchio, illustrati i tipi di protesi mammarie e spiegati i criteri con cui si definiscono dimensione e forma delle stesse. Nel corso della visita la paziente riceverà i consensi informati e il libretto della protesi, che si utilizzerà.
Questa documentazione dovrà essere portata alla seconda visita pre-operatoria, obbligatoria e gratuita, per condividere quanto detto ed essere certi di procedere in modo consapevole.
Sicurezza nella chirurgia estetica del seno: perché il prezzo non basta
“La chirurgia della mammella deve essere affrontata con la massima serietà. È fondamentale affidarsi a chirurghi esperti in chirurgia plastica senologica, che utilizzano materiali certificati e operano in strutture autorizzate e sicure”, conclude il professore.
Le offerte troppo economiche possono sembrare allettanti, ma spesso nascondono rischi significativi e compromettono la sicurezza e la qualità del risultato. Quando si parla di salute, il prezzo non deve mai prevalere sulla tutela del paziente.
La chirurgia plastica senologica della Casa di Cura La Madonnina mette sempre al centro il paziente. Ogni intervento viene pianificato sulle sue esigenze, con l’obiettivo di ottenere risultati ottimali sia dal punto di vista estetico sia funzionale, garantendo sicurezza, precisione e durata nel tempo. La struttura combina esperienza specialistica, tecnologie avanzate e cura personalizzata, offrendo interventi sicuri e risultati affidabili.
