Fibroma uterino: i sintomi e quando fare una visita ginecologica

Fibroma uterino: i sintomi e quando fare una visita ginecologica

PUBBLICATO IL 26 FEBBRAIO 2026

Fibroma uterino: i sintomi e quando fare una visita ginecologica

PUBBLICATO IL 26 FEBBRAIO 2026

Leggi il CV del dott. Candiani, ginecologo presso Casa di Cura La Madonnina di Milano

I fibromi uterini, detti anche miomi o leiomiomi, sono tra le patologie ginecologiche più comuni: secondo il Ministero della Salute ne è colpito tra un terzo e la metà delle donne sopra i 40 anni. Tuttavia, nonostante la loro diffusione, il fatto che spesso i fibromi uterini siano asintomatici o che i disturbi che provocano non vengono subito collegati alla loro presenza, li rendono ancora poco conosciuti. Quando, quindi, è il momento giusto per rivolgersi al ginecologo?

Ne parliamo con il Prof. Massimo Candiani, specialista in Ginecologia e Ostetricia, primario dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che effettua visite presso il nuovo servizio Gynecological Fast Care della Casa di Cura La Madonnina.

 

Cosa sono i fibromi uterini

“I fibromi uterini sono tumori benigni dell’utero, di forma generalmente nodulare, costituiti da cellule muscolari lisce e tessuto fibroso” spiega il professore.

Il loro numero, posizione e dimensione può variare molto da donna a donna. Sono più frequenti nella popolazione femminile in età fertile, con un’incidenza che aumenta con l’età e raggiunge il picco tra i 40 e i 50 anni, poco prima della menopausa.

Possono comunque essere riscontrati anche in menopausa, poiché molti rimangono asintomatici e vengono scoperti per caso durante controlli di routine.

 

Quali sono i sintomi dei fibromi uterini

I sintomi che caratterizzano i fibromi uterini possono essere diversi e spesso aspecifici, fra cui:

Mestruazioni: abbondanti, dolorose o assenti

I fibromi spesso causano flussi abbondanti, in quanto alterano la vascolarizzazione e la contrattilità dell’utero, che risulta irregolare e meno efficace nel fermare il sanguinamento. Queste contrazioni più intense, associate a volte ad infiammazione e compressione dei tessuti vicini, possono anche determinare mestruazioni dolorose

Infine, più raramente, quando alterano la cavità uterina, la vascolarizzazione dell’endometrio o si associano a squilibri ormonali, i fibromi possono determinare cicli irregolari o assenti.

Sanguinamenti spontanei

Tra i sintomi dei fibromi possono esserci anche sanguinamenti spontanei, cioè perdite di sangue al di fuori delle mestruazioni. Questo accade soprattutto quando i fibromi deformano la cavità uterina o alterano la vascolarizzazione dell’endometrio, rendendo i vasi sanguigni più fragili. 

Spesso il sanguinamento si manifesta come spotting o flussi intermittenti tra un ciclo e l’altro e rappresenta un motivo per rivolgersi al ginecologo.

Addome gonfio e dolore pelvico

Quando aumentano di dimensioni, i fibromi possono provocare anche senso di peso addominale, gonfiore o dolore nella zona pelvica.

Disturbi intestinali e urinari

La pressione esercitata su vescica o intestino può causare minzione frequente, difficoltà a svuotare la vescica o stipsi.

Dolore durante i rapporti

Quando deformano la cavità uterina o premono su tessuti e nervi pelvici vicini, i fibromi possono essere causa anche di dolore durante i rapporti sessuali, soprattutto nel caso di fibromi localizzati nella parte inferiore dell’utero o vicino alla cervice, oppure se sono di grandi dimensioni e comprimono la vagina, la vescica o il retto. 

Infertilità

In alcune circostanze i fibromi possono intervenire anche sulla fertilità, ad esempio, quando alterano la forma della cavità uterina, ostacolano l’impianto di un embrione o comprimono le tube di Falloppio, impedendo il passaggio dell’ovulo

Anche i fibromi vicini all’endometrio possono modificare la sua funzione, rendendo più difficile l’impianto di una gravidanza

Anemia

Sanguinamenti abbondanti e prolungati possono portare a carenza di ferro e anemia, con conseguenti stanchezza e debolezza.

Dolore alle gambe

Fibromi voluminosi a volte comprimono nervi e vasi sanguigni, causando dolore irradiato o senso di pesantezza alle gambe.

 

Quando preoccuparsi e non sottovalutare i sintomi dei fibromi uterini

È importante contattare il ginecologo per una valutazione medica quando si presentano:

  • sanguinamenti molto abbondanti o sanguinamenti tra un ciclo e l’altro;
  • dolore pelvico persistente;
  • aumento del volume addominale senza spiegazione;
  • anemia o stanchezza cronica;
  • difficoltà a urinare o disturbi intestinali ricorrenti;
  • difficoltà a concepire.

 

La visita ginecologica: il primo passo per la diagnosi dei fibromi uterini

“La visita ginecologica rappresenta il primo e fondamentale momento per individuare fibromi uterini o eventuali anomalie” chiarisce il professore.

Durante la valutazione, infatti, lo specialista analizza la storia familiare e personale della paziente, valuta i sintomi e tramite un’ecografia transvaginale o addominale può individuare l’eventuale presenza di irregolarità o formazioni come i fibromi.

Una valutazione precoce permette di monitorare l’evoluzione della patologia nel tempo e scegliere la strategia terapeutica più adatta.

Altri esami diagnostici

Per confermare la diagnosi di fibroma uterino, se necessario, il medico può effettuare o prescrivere anche:

  • risonanza magnetica (nei casi più complessi);
  • isteroscopia; 
  • altri esami specifici.

 

Come si cura il fibroma uterino

Il trattamento dipende da diversi fattori: 

  • sintomi; 
  • età;
  • dimensioni del fibroma;
  • desiderio di gravidanza;
  • condizioni generali di salute.

Le opzioni possono includere:

  • monitoraggio periodico, nei casi asintomatici e di fibromi di ridotte dimensioni;
  • terapia farmacologica, per controllare sanguinamenti e dolore;
  • procedure endoscopiche o chirurgiche, fra cui la miomectomia, che  va a rimuovere i fibromi preservando l’utero e la possibilità di gravidanza, o tecniche mini-invasive come laparoscopia e isteroscopia, che riducono dolore e tempi di recupero. Nei casi più complessi o quando non è necessario conservare l’utero, si può praticare l’isterectomia, cioè la rimozione completa dell’organo.

Una valutazione personalizzata con il ginecologo è fondamentale per scegliere il percorso più adatto alle proprie esigenze e qualità di vita.