Dolore pelvico nella donna: come riconoscerlo e cosa fare

Dolore pelvico nella donna: come riconoscerlo e cosa fare

PUBBLICATO IL 27 MARZO 2026

Dolore pelvico nella donna: come riconoscerlo e cosa fare

PUBBLICATO IL 27 MARZO 2026

Consulta il CV. del prof. Candiani, ginecologo presso la Casa di Cura La Madonnina di Milano

Il dolore pelvico femminile è molto spesso un sintomo generico, che a volte richiede un’analisi approfondita per la valutazione delle sue cause. Molte donne manifestano o, addirittura, convivono con questo sintomo senza sapere esattamente come intervenire o a quale specialista rivolgersi, con un’incertezza che può portare a tentativi terapeutici errati o a un ritardo diagnostico. 

Il Prof. Massimo Candiani, specialista in Ginecologia e Ostetricia, primario dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, responsabile del nuovo servizio Gynecological Fast Care della Casa di Cura La Madonnina, ci spiega meglio le principali caratteristiche di questo sintomo e i segnali che richiedono una valutazione medica.

 

Cos’è il dolore pelvico femminile

“Il dolore pelvico femminile è una sensazione di malessere localizzato nel basso ventre, nell’area compresa tra l’ombelico e la regione genitale” spiega il professore. 

Può presentarsi come fastidio continuo o fitte intermittenti, con origini che spaziano dall’ambito ginecologico a quello urologico, intestinale o muscolo-scheletrico.

Per orientarsi correttamente nel percorso diagnostico, è utile distinguere innanzitutto tra:

  • dolore pelvico cronico: una condizione che persiste o si ripete per oltre 3-6 mesi;
  • dolore pelvico a comparsa recente: sintomo nuovo o insolito.

Una visita specialistica è il primo passo fondamentale per identificare la causa e definire un percorso terapeutico mirato.

 

Cause ginecologiche più comuni del dolore pelvico

In ambito ambulatoriale, l'obiettivo è individuare tempestivamente l'origine del sintomo per impostare la terapia più corretta. Nella maggior parte dei casi, il dolore pelvico è legato a condizioni che richiedono un percorso di diagnosi e cura personalizzato:

  • endometriosi e adenomiosi: l'endometriosi, cioè la presenza di tessuto simile all'endometrio fuori dall'utero, e l'adenomiosi, la sua crescita nella parete muscolare uterina, possono causare spesso infiammazione cronica, aderenze, sanguinamenti ciclici e dolore pelvico;
  • cisti ovariche e fibromi: le cisti ovariche, ovverosia cisti liquide sulle ovaie, e i fibromi uterini, tumori benigni dell’utero, possono causare dolore pelvico, se comprimono gli organi vicini o, nel caso delle cisti, se si rompono o torcono;
  • infezioni pelviche (PID): infezioni acute degli organi genitali interni, che possono evolvere anche in dolore cronico, se non trattate;
  • disfunzioni del pavimento pelvico: l'ipertono e le contratture, che sono un irrigidimento muscolare persistente del pavimento pelvico, formano fasce di fibre contratte e dolenti (trigger point), le quali premono sui nervi e limitano il flusso sanguigno, scatenando dolore cronico, bruciore o fitte;
  • aderenze pelviche o addominali: tessuto cicatriziale post-infezione o post-chirurgico che può causare dolore persistente;
  • idrosalpinge: dilatazione di una tuba di Falloppio dovuta all’accumulo di liquido, spesso conseguenza di un’infezione o infiammazione pregressa, che esercita pressione sui tessuti circostanti e può generare dolore pelvico.

Cause extra-ginecologiche

Il dolore pelvico può derivare anche da:

  • patologie urologiche: come cistiti, calcoli renali o altre infezioni delle vie urinarie;
  • disturbi intestinali: infiammazioni del colon, sindromi irritative o altre patologie intestinali;
  • cause muscoloscheletriche, neurologiche o vascolari.

 

Sintomi associati al dolore pelvico

Il dolore pelvico può comparire insieme ad altri sintomi, che aiutano a orientare la diagnosi:

  • ciclo mestruale irregolare o molto doloroso;
  • perdite di sangue tra i cicli o nel primo trimestre di gravidanza;
  • nausea e/o vomito persistente nel primo trimestre di gravidanza;
  • perdite vaginali con prurito o dolore;
  • disturbi urinari, come bruciore, aumento della frequenza, difficoltà a urinare e ritenzione idrica.

 

Campanelli d’allarme: quando rivolgersi al Pronto Soccorso

È consigliabile rivolgersi al medico in caso di dolore pelvico persistente o ricorrente. Tuttavia, esistono veri e propri segnali d’allarme che richiedono una valutazione urgente in Pronto Soccorso:

  • febbre alta;
  • sanguinamento vaginale intenso;
  • svenimenti o sensazione di mancamento;
  • dolore molto intenso.

Questi sintomi possono essere, infatti, causati da condizioni gravi che richiedono un intervento emergenziale, fra cui: 

  • gravidanza extrauterina (ectopica);
  • torsione ovarica; 
  • emorragia uterina acuta; 
  • malattia infiammatoria pelvica severa; 
  • appendicite acuta.

 

La visita ginecologica per il dolore pelvico femminile 

“La diagnosi associata al dolore pelvico femminile non urgente parte da un’accurata visita medica ginecologica e dall’anamnesi dettagliata” chiarisce il professore. 

Il medico effettua in quell’occasione anche un’ecografia transvaginale o addominale, per valutare utero e ovaie e può prescrivere:

  • tamponi vaginali e cervicali, utili per identificare infezioni;
  • eventuali esami del sangue o delle urine.

In alcuni casi possono essere indicati anche esami di secondo livello, come risonanza magnetica o laparoscopia diagnostica.

 

Come si cura il dolore pelvico femminile

Il trattamento del dolore pelvico femminile dipende dalla causa individuata e può includere:

  • terapia farmacologica (antidolorifici, antibiotici, terapia ormonale);
  • chirurgia, nei casi più complessi o in presenza di patologie strutturali;
  • fisioterapia del pavimento pelvico, particolarmente efficace nei disturbi muscolari e nel dolore cronico.