Caduta dei capelli: quali sono le cause e i rimedi

PUBBLICATO IL 02 FEBBRAIO 2022

La perdita di capelli è un fenomeno ciclico e fisiologico, ma spesso anche un sintomo cui prestare attenzione. Quando è necessario consultare lo specialista?

‘Vivo sempre insieme ai miei capelli’ recita una nota e popolare canzone. La propria chioma, infatti, è un elemento importante nell’aspetto di una persona e per sentirsi a proprio agio con sé stessi. Spesso, tuttavia, si assiste alla caduta dei capelli, un diradamento della propria capigliatura che, o viene trascurato, o sul quale non si sa bene come intervenire, con esiti a volte anche drasticamente evidenti. Ne parliamo meglio assieme alla Dott.ssa Valentina Visintini Cividin, chirurgo plastico esperto in tricologia del Centro di Medicina Estetica e Rigenerativa ‘La Bellezza in Madonnina’.

 

Cosa si intende per caduta dei capelli 

“Il nome scientifico è telogen effluvium ovverosia un’intensa e uniforme caduta dei capelli, che si trovano ad attraversare prematuramente la fase di caduta (telogen) del proprio ciclo vitale, quando il capello si trova ancora nel follicolo pilifero, ma non è più vitale, per cui può staccarsi anche a seguito di una leggera trazione”,  spiega la dottoressa Visintini.

Il ciclo di vita del capello

Il ciclo di vita di un capello ha una durata, infatti, di circa 3 anni per l’uomo e 6 per la donna. Dopo la caduta segue una fase di ricrescita, in cicli di caduta e rinnovamento che si alternano circa 20 volte nell’arco della vita. Una calvizie precoce in molti casi indica, quindi, che i capelli hanno accorciato molto il loro ciclo di vita, sebbene esistano forme di calvizie non legate necessariamente alla fase telogen.

 

Quando preoccuparsi

La caduta dei capelli è fisiologica nel cambio di stagione e, in particolare, nel periodo da settembre a gennaio, anche in relazione ad una riduzione delle temperature e delle ore di luce.

Se, tuttavia, si inizia a trovare un numero di capelli superiore ai 100 al giorno (per dare un’indicazione numerica) nella doccia dopo lo shampoo, nella spazzola/pettine, sul cuscino, sugli abiti, passandosi le mani fra i capelli, questo è un segnale cui prestare attenzione.

 

Le cause

Le cause della perdita di capelli, oltre alla stagionalità cui abbiamo accennato sopra, possono essere molteplici, come ad esempio:

  • carenze vitaminiche: il mancato apporto di ferro (a causa principale di anemia) e di oligoelementi come zinco, rame, vitamina b12 indebolisce i capelli, che non riescono a mantenersi sani e forti;
  • problematiche ormonali fra cui:

 

  • ipotiroidismo: in quanto gli ormoni della tiroide, come la tiroxina, contribuiscono alla crescita e al mantenimento di un buono stato di salute dei capelli.
  • gravidanza e parto: in questo caso, il calo ormonale successivo al parto, può determinare una riduzione degli estrogeni, che si ripercuote anche sul capello.

 

  • patologie immunitarie: si tratta della causa più seria, in quanto in questo caso il sistema immunitario dell’organismo, agisce attaccando i capelli e determinando delle patologie come:

 

  • alopecia cicatriziale: in cui il sistema immunitario aggredisce il bulbo pilifero, comportando una perdita definitiva dei capelli.
  • alopecia areata: in cui i capelli entrano prima del previsto nella fase telogen, cadendo

L’alopecia areata è associata ad altre patologie autoimmuni, ma non è irreversibile, come le altre forme cicatriziali.

  • stress e altri fattori: chi ha uno stile di vita poco regolare ed è soggetto a stress, oppure lavora di notte, soffre di disturbi del sonno, ma anche chi è affetto da depressione o disturbi dell’umore può riscontrare una caduta abnorme di capelli. 

Ad esempio e, in particolare, nei casi di depressione o disturbo d’umore i farmaci per il trattamento della patologia primaria, possono avere effetti benefici anche sul capello e ripristinare il suo normale ciclo di vita. 

  • tricotillomania: il disturbo ossessivo-compulsivo, più o meno intenso, di tirarsi e strapparsi i capelli, in maniera spesso anche semi-automatica.  

 

  • dermatite seborroica: la dermatite seborroica non è direttamente legata alla perdita di capelli, ma i forti pruriti che può determinare al cuoio capelluto possono indurre un grattamento continuo che va ad indebolire i capelli determinandone la caduta. Il tutto può essere legato anche all’utilizzo di prodotti sbagliati per la detersione della chioma, eccessivamente aggressivi, che generano molta schiuma, irritando, invece che andare a lenire, il cuoio capelluto. 

 

Il ruolo di ormoni e genetica per la calvizie 

La genetica e gli ormoni hanno un ruolo importante nella caduta dei capelli, soprattutto di quelli dell’uomo, determinando quella che viene definita ‘alopecia androgenetica’, comunemente nota anche come calvizie.

Questa colpisce prevalentemente:

  • uomini nella fascia di età 20-35;
  • donne post-menopausa quindi dopo i 45/50 anni, in cui si verifica una diminuzione di ormoni femminili e un aumento di quelli maschili.

La dicitura androgenetica che riporta le due parole di ‘uomo’ e ‘genetica’ indica, infatti, il legame all’ormone maschile testosterone, che a causa dell'enzima 5 alfa reduttasi si trasforma all'interno del bulbo pilifero in diidrotestosterone, diventando la causa dell'atrofizzazione e quindi della caduta del capello; alla genetica perché questa caduta dei capelli è legata ad una predisposizione genetica e, nello specifico, ad un gene presente nel cromosoma X, che viene ereditato dalla madre, per cui si esprime nella capigliatura del ramo materno.

 

A chi rivolgersi

“In caso si riscontri una perdita di capelli anomala è sicuramente indispensabile rivolgersi a uno specialista che abbia competenze tricologiche, in quanto, spesso, purtroppo, vengono erroneamente e superficialmente prescritti integratori, senza valutare le effettive cause”, spiega la dott.ssa Visintini.

La visita tricologica

Il professionista, esperto di tricologia nel corso della visita procede, infatti, ad effettuare:

  • l’anamnesi con raccolta dei dati sulla storia personale e familiare della persona; 
  • l’esame obiettivo grazie anche al tricoscopio: un video-microscopio dotato di una lente d’ingrandimento e collegato ad un monitor, che permette di valutare le caratteristiche del cuoio capelluto e sia le aree dove non sono più presenti bulbi piliferi, che quelle in cui vi è ricrescita; 
  • foto del capo, dall’alto al basso, per valutare l’evoluzione e i cambiamenti del quadro clinico nel tempo;
  • un pull test, ovverosia un test che prevede una delicata trazione dei capelli per stabilirne la resistenza.

 

Quali esami effettuare?

Nel caso ve ne sia indicazione, lo specialista può, inoltre, richiedere ulteriori accertamenti come un prelievo di sangue per valutare dosaggi ormonali, carenze vitaminiche e minerali, eventuale attività infiammatoria presente nell’organismo etc.

Vi sono, poi, dei test genetici che permettono di stimare il rischio genetico di alopecia androgenetica, fondamentali per poter intervenire contro questa problematica nei tempi adeguati e con la giusta strategia terapeutica. Il test si effettua con un semplice tampone passato sulla mucosa interna della guancia. Dopo alcune settimane si riceve non soltanto il risultato, ma anche altre indicazioni che possono essere approfondite.

 

I rimedi: trattamenti anticaduta capelli a disposizione

I trattamenti da poter effettuare in caso di caduta di capelli, come quelli eseguiti dal Centro di Medicina Estetica e Rigenerativa ‘La Bellezza in Madonnina’, sono diversi e possono essere assunti sia a livello sistemico che applicati topicamente. L’effetto di queste terapie è quello di ottenere una chioma rinvigorita, con capelli più resistenti alla caduta e che abbiano visivamente un aspetto più robusto, che dia anche la percezione di una capigliatura più folta. 

I prodotti con acido ialuronico

I prodotti topici a base di acido ialuronico e peptidi biomimetici, somministrati dal medico, vanno a svolgere un effetto vasodilatatore, trasportando più nutrienti e ossigeno ai bulbi pilifieri per rinforzarli. “L’effetto, per far ricorso ad una semplice metafora, è un po’ quello dell’acqua data a una pianta che, appassita, riprende vigore”,  spiega la dottoressa.

Il numero di sedute di questi trattamenti varia, ovviamente, a seconda della problematica e della sua gravità, con un minimo almeno di 3-4 sedute consecutive, ad una successiva cadenza mensile, e un mantenimento annuale. Oltretutto, queste non precludono in alcun modo la procedura di trapianto dei capelli ma, anzi, nel caso si decidesse di procedere anche in questo senso, esercitano un’azione favorevole di crescita.

Il PRP: Platelet Rich Plasma

Un altro valido e innovativo trattamento, poi, è quello a base di Platelet Rich Plasma (PRP) che consiste nel prelevare al paziente una ridotta quantità di sangue che, centrifugato per ottenere del plasma, arricchito dai fattori di crescita liberati dalle piastrine, viene, poi, iniettato nel cuoio capelluto, andando ad apportare nutrienti che vanno a rinforzare la struttura del capello.

 

Come prevenire la caduta dei capelli

Come già indicato, il test genetico per l’alopecia androgenetica permette di individuare precocemente, anche prima dell’effettiva caduta dei capelli, una predisposizione in questo senso. 

Al di là di ciò, fattori diversi come ad esempio stress e scompensi ormonali non possono essere generalmente previsti. Sicuramente è opportuno ricorrere sempre a una dieta varia ed equilibrata che apporti i giusti nutrienti all’organismo e quindi anche ai capelli ed utilizzare shampoo e prodotti che non siano aggressivi nei confronti della capigliatura, e non vadano, quindi, ad indebolirla.

Intervenire tempestivamente

“L’importanza di un’azione tempestiva per preservare la salute e il benessere della propria chioma è fondamentale – conclude la dott. ssa Visintini Cividin - . Appena si riscontrano i primi segnali di una caduta dei capelli fuori dalla norma è opportuno indagare, in quanto gli effetti di un telogen effluvium molto pronunciato o prolungato nel tempo, a volte, non sono reversibili e altre richiedono, comunque, svariati mesi di trattamenti e molta costanza prima di iniziare a vedere i risultati”. 

Cura e Prevenzione